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Transizione 4.0: quali sono le agevolazioni?

Il Piano Transizione 4.0 è un investimento previsto dal PNRR per la trasformazione digitale ed ecologica. Ecco le agevolazioni del Governo.
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Contenuti

Transizione 4.0 è una linea di intervento prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Rappresenta la politica industriale del governo e un’evoluzione del programma Industria 4.0.

L’obiettivo di Transizione 4.0 è quello di favorire la trasformazione tecnologica, digitale ed ecologica delle imprese italiane. Fra gli obiettivi citati sul sito istituzionale, si parla inoltre della riduzione del divario di cittadinanza e parità di genere.

Cos’è il Piano Transizione 4.0?

La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto il Piano Transizione 4.0 sostituendo i precedenti Impresa 4.0 e Industria 4.0. La novità principale è la cancellazione di iper- e super-ammortamento, in favore del credito d’imposta, forma di agevolazione che sta raggiungendo popolarità sempre maggiore (leggi la guida sul credito d’imposta in Italia). In questo modo è stato ampliato il numero di imprese potenzialmente beneficiarie.

Rispetto a due anni fa, la dotazione finanziaria dell’investimento si è tuttavia notevolmente ridotta. Inizialmente, infatti, nel PNRR erano stati stanziati 21,7 miliardi di euro, che sono scesi a 18,8 miliardi di euro ad aprile 2021. Nel 2022, la dotazione è calata ulteriormente a 13,38 miliardi.

A questi si aggiungeranno tuttavia 5,08 miliardi di euro del Fondo complementare, per un totale quindi di 18,46 miliardi di euro.

Quali sono le agevolazioni previste da Transizione 4.0?

Le misure contenute all’interno di Transizione 4.0 sono volte a “potenziare la ricerca di base e applicata, favorire il trasferimento tecnologico, promuovere la trasformazione digitale dei processi produttivi e l’investimento in beni immateriali“.

La misura sostiene la transizione digitale delle aziende incentivando gli investimenti privati che generano un credito d’imposta utilizzabile dai beneficiari tramite modello F24.

Il Piano Transizione 4.0 è da intendere come un’unica misura con aliquote che variano a seconda della categoria e della dimensione dell’investimento.

Beni strumentali 4.0

I beni strumentali materiali e immateriali 4.0 sono quelli compresi negli allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n.232. Per entrambe le tipologie, se l’investimento supera i 300 mila euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o perito industriale.

Per scoprire tutti i vantaggi relativi al Credito d’imposta 2022 per investimenti in beni strumentali (4.0 e non), ti invitiamo a leggere la nostra guida dedicata cliccando sul precedente link.

Beni strumentali materiali 4.0

Il “credito d’imposta per investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il Paradigma 4.0” rappresenta l’agevolazione più consistente. Cliccando sul precedente link trovi la nostra guida dedicata. Le spese ammissibili sono le seguenti:

  • macchine e impianti di produzione
  • macchine e sistemi impiegati per il controllo del prodotto e del processo
  • sistemi interattivi

Beni strumentali immateriali 4.0

I beni strumentali immateriali afferenti al Paradigma 4.0 sono invece software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni strettamente legati ai processi aziendali. 

Sono incluse anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei suddetti beni mediante soluzioni di cloud computing.

Beni strumentali tradizionali

Il credito d’imposta per beni tradizionali materiali e immateriali include qualsiasi investimento possa essere considerato strumentale ai processi aziendali.

Ci sono però alcune eccezioni. Sono infatti esclusi i seguenti beni:

  • Veicoli a deducibilità limitata, i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti e quelli esclusivamente strumentali all’attività di impresa e di uso pubblico
  • Beni materiali strumentali con coefficiente di amm.to < 6,5%,
  • Fabbricati e costruzioni
  • Beni particolari per imprese del settore energia, acqua, trasporti aerei, ecc.
  • Beni gratuitamente devolvibili settore energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste, telecomunicazioni, ecc.

Ricerca e sviluppo, innovazione e design

La Legge di Bilancio 2022 ha previsto un rinnovo fino a 10 anni per il Credito d’imposta in ricerca e sviluppo, innovazione e design. Il modello è unico per tutte le tipologie d’intervento, ma le aliquote sono diverse.

Ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo è volto a finanziare attività di ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico.

Sono inoltre finanziate anche le attività che perseguono un progresso o un avanzamento delle conoscenze o delle capacità generali in un campo scientifico o tecnologico.

È invece escluso il semplice progresso o avanzamento delle conoscenze o delle capacità di una singola impresa.

Le spese di personale relative a ricercatori e tecnici di età fino a 35 anni, con titolo di dottore di ricerca o iscritti al dottorato, oppure con una laurea magistrale in discipline in ambito scientifico, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare.

Sono incluse anche spese relative a beni materiali mobili, software, contratti di ricerca extra muros e privative industriali.

Le aliquote previste sono

  • 20% fino a € 4 milioni di spesa per il 2022
  • 10% fino a € 5 milioni di spesa per gli anni 2023-2024

Innovazione tecnologica

Il credito d’imposta per innovazione tecnologica riguarda due tipologie di attività: la realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati; le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green.

Per la prima categoria, l’aliquota prevista fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023 è del 10%  per un limite massimo di 2 milioni di euro di spesa. Per gli anni 2024-2025 il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5% fino a 2 milioni di euro di spesa.

Per la seconda categoria il credito d’imposta è ancora più vantaggioso: il credito dimposta è riconosciuto per il 2022 in misura del 15%  fino a 2 milioni di euro; per il 2023 10% fino a 4 milioni di euro; 2024-2025 5% fino a 5 milioni di euro.

Design e ideazione estetica

Le attività di design e ideazione estetica sono finalizzate a “innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici e funzionali“.

Fino al 2023 è riconosciuto in misura pari al 10% della relativa base di calcolo per un massimo di 2 milioni di euro di spesa. Dal periodo successivo fino al 31 dicembre 2025 è riconosciuto in misura pari al 5% fino a 2 milioni di euro.

Credito d’imposta Formazione 4.0

Il Credito d’imposta Formazione 4.0 è una misura volta a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale. Il suo obiettivo è quindi quello di creare o consolidare le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie alla realizzazione del paradigma 4.0.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura del

Le spese ammissibili coprono i formatori e i relativi costi di esercizio e i servizi di consulenza connessi al progetto formativo.

Le tematiche della Formazione 4.0 sono: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, simulazione, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e aumentata, robotica, interfacce, manifattura additiva, internet delle cose, integrazione digitale.

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