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Regime fiscale per impatriati: l’agevolato per il rientro dei cervelli 

Il regime fiscale impatriati è l’opportunità per professionisti che vogliono tornare a lavorare in Italia. Scopri come funziona.
regime fiscale impatriati

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Se sei un/a professionista e hai lavorato fuori dall’Italia per almeno due anni e vuoi tornare a casa, potresti approfittare del regime fiscale impatriati, una misura che ti fa pagare (molte) meno tasse per cinque anni.

In questo articolo ti spieghiamo come funziona, chi può accedere, quali sono i vantaggi e le differenze rispetto al regime forfettario, come aprire partita IVA con il regime per impatriati e cosa succede se perdi i requisiti. 

Cos’è il regime fiscale per impatriati

Il regime fiscale per impatriati, noto anche come regime per il Rientro dei Cervelli, è un’opportunità per i professionisti che vogliono tornare a lavorare in Italia.

Si tratta di un regime agevolato temporaneo pensato proprio per favorire il ritorno in Italia di chi ha cercato opportunità di carriera all’estero.

La misura è stata introdotta dall’articolo 16 del D.Lgs. n. 147/15.  Il suo scopo è quello di attrarre in Italia i lavoratori qualificati che hanno maturato esperienze professionali all’estero, offrendo loro una riduzione significativa della pressione fiscale sul reddito prodotto in Italia. 

A chi si rivolge il regime fiscale per impatriati 

Il regime fiscale per impatriati si rivolge a tre categorie di reddito: 

– reddito da lavoro dipendente o assimilato; 

– reddito da lavoro autonomo, sia in forma individuale che associata; 

– reddito d’impresa. 

Per poter accedere al regime fiscale per impatriati, è necessario soddisfare alcuni requisiti, tra cui: 

non essere stati residenti in Italia per i due periodi di imposta precedenti al rimpatrio; 

– impegnarsi a essere residenti in Italia per almeno due anni; 

– svolgere la propria attività lavorativa principalmente in Italia o presso un soggetto residente o stabilito in Italia. 

Quali sono i vantaggi del regime fiscale per impatriati 

Il regime fiscale per impatriati offre dei vantaggi molto interessanti dal punto di vista fiscale, permettendo di detassare dal 70 al 90% il reddito prodotto per i primi cinque anni (estendibili a determinate condizioni per altri cinque). 

In particolare, il regime fiscale per impatriati permette per cinque anni di pagare le tasse soltanto sul 30% del reddito, percentuale che si abbassa addirittura al 10% nel caso in cui il o la professionista si trasferisca in una regione del Sud. 

Inoltre, è possibile usufruire del regime agevolato al 50% per altri cinque anni se il professionista ha un figlio minorenne e/o diventi proprietario di un’unità abitativa di tipo residenziale in Italia. 

Fino a 10 anni è possibile quindi pagare pochissime imposte, conseguendo un importante vantaggio in una fase molto delicata come quella di tornare nel proprio Paese e mettersi in proprio.

Partita IVA impatriati vs regime forfettario

Il regime forfettario è estremamente vantaggioso, perché ti permette di non pagare l’IVA né l’IRES. A quest’ultima si sostituisce un’imposta sostitutiva del 5% o del 15% da applicare sul reddito imponibile. Quest’ultimo viene calcolato grazie a un coefficiente di redditività che non scende però mai sotto il 67%.

Ciò significa che il reddito su cui pagherai le tasse in forfettario non sarà mai più basso del 67% del fatturato. Una percentuale molto più alta del 30% del regime impatriati.

Il regime per impatriati, inoltre, a differenza del forfettario ti permette di dedurre le spese. Di conseguenza se hai vissuto all’estero per almeno due anni, quasi certamente ti converrà il regime impatriati.

Per una valutazione personalizzata del tuo caso, entra in contatto con Consulens attraverso il modulo in questa pagina. 

Regime impatriati: come si apre la partita IVA?

Per aprire partita IVA con il regime degli impatriati, devi innanzitutto richiedere il codice all’Agenzia delle Entrate, compilando il modello AA9/12. Per un approfondimento sull’apertura della partita IVA online, clicca su collegamento in questa frase.

Si può quindi accedere al regime impatriati per lavoratori autonomi secondo due modalità:

  1. in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi
  2. in sede di applicazione della ritenuta d’acconto operata dal committente

Nel secondo caso, devi presentare ai tuoi committenti una richiesta contenente:

  • Le generalità (nome, cognome e data di nascita) 
  • Il codice fiscale 
  • L’indicazione della data di rientro in Italia 
  • La dichiarazione di possedere i requisiti previsti dal Regime impatriati 
  • L’indicazione dell’attuale residenza in Italia 
  • La dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente degli incentivi fiscali previsti dagli altri regimi speciali 

Cosa succede se decadono i requisiti?

Dato che si accede al regime per impatriati per mezzo di una semplice autocertificazione, la responsabilità ricade interamente sul lavoratore. Per questo è quest’ultimo che andrà incontro a sanzioni in caso di decadenza dell’agevolazione.

Nel caso non vi sia documentazione sufficiente a dimostrare i due anni di residenza fiscale estera o non vi sia il mantenimento biennale della residenza fiscale italiana, è previsto l’intervento dell’Agenzia delle Entrate.

Il Fisco procederà per il recupero dei benefici fruiti e potrà applicare sanzioni amministrative dovute a infedele dichiarazione. In alcuni casi, tuttavia, si può arrivare anche a sanzioni penali.

Conclusioni 

Il regime fiscale per impatriati è una grande opportunità per professionisti che vogliono tornare a lavorare in Italia, beneficiando di una riduzione della pressione fiscale sul reddito prodotto nel nostro Paese. 

Per poter accedere al regime fiscale per impatriati, è necessario soddisfare alcuni requisiti e presentare una dichiarazione dei redditi con l’opzione per il regime agevolato. 

Il regime fiscale per impatriati permette di detassare dal 70 al 90% il reddito per i primi cinque anni (estendibili a determinate condizioni per altri cinque), offrendo un importante vantaggio in una fase molto delicata come quella di tornare in Italia e mettersi in proprio. 

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2 risposte

  1. Buongiorno,

    Come da nostra conversazione telefonica, avrei bisogno urgentemente di assistenza per capire la normativa sul rientro dei cervelli del 2023. Attualmente risiedo fiscalmente nel Regno Unito e ho appena ricevuto un’offerta di lavoro in Italia. Info qua sotto:

    – Al momento lavoro indipendente con la mia azienda in UK
    – Offerta in Italia con lavoro dipendente – posizionamento Quadro
    – All’estero dal 2008 in USA e poi UK
    – Iscritta all’AIRE dal 2008 in USA e poi dal 2016 in UK

    Attendo un suo riscontro.

    Grazie,
    Lara

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