Partite IVA in Italia: +2,2% nel secondo trimestre 2026. Crescono giovani, professionisti e forfettari

Nel secondo trimestre 2026 sono state aperte 124.170 nuove partite IVA. Scopri i dati MEF su giovani, forfettari, settori e territori.

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Nel secondo trimestre del 2026 sono state aperte in Italia 124.170 nuove partite IVA, con una crescita del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle partite IVA del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato il 10 settembre 2026.

I dati offrono una fotografia interessante dell’imprenditorialità e del lavoro autonomo in Italia: crescono le aperture da parte dei più giovani, quasi una nuova partita IVA su due aderisce al regime forfettario e le attività professionali si confermano il settore con il maggior numero di nuovi avviamenti.

Nuove partite IVA 2026: oltre 124 mila aperture in tre mesi

Tra aprile e giugno 2026 sono state registrate 124.170 nuove aperture, il 2,2% in più rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente.

La maggior parte riguarda ancora le persone fisiche, che rappresentano circa il 68% del totale.

La distribuzione delle nuove aperture per natura giuridica è infatti la seguente:

  • 68% persone fisiche
  • 25,7% società di capitali
  • 2,7% società di persone
  • 3,5% complessivamente tra non residenti e altre forme giuridiche

Particolarmente significativa è la crescita delle società di capitali, le cui nuove aperture aumentano del 6%, mentre quelle delle persone fisiche crescono del 4,1%. Le società di persone registrano invece una flessione dell’1%.

Dove vengono aperte più partite IVA?

Anche dal punto di vista geografico emerge una distribuzione piuttosto definita.

Il 46% delle nuove partite IVA è stato aperto nel Nord Italia, quasi il 22% al Centro e il 31,4% nel Sud e nelle Isole.

Rispetto al secondo trimestre 2025, gli aumenti più importanti si registrano in:

Provincia autonoma di Trento: +24,3%
Toscana: +11,6%
Abruzzo: +10,6%

Tra i territori in calo troviamo invece Veneto (-5,9%), Basilicata (-5%) e Puglia (-4,8%).

Professionisti al primo posto tra le nuove aperture

Uno dei dati più interessanti riguarda i settori nei quali vengono avviate le nuove attività.

Le attività professionali rappresentano il 16,8% di tutte le nuove aperture di partita IVA, risultando il primo settore in Italia.

Seguono:

Commercio: 15,3%
Costruzioni: 9,4%

I dieci principali settori rappresentano complessivamente oltre l’83% delle nuove aperture del trimestre.

Nel confronto con il 2025, a crescere maggiormente sono però le attività relative a:

salute umana e assistenza sociale: +10,9%
attività finanziarie e assicurative: +9,7%
attività tecnico-professionali: +8%

In controtendenza il commercio, che registra una diminuzione delle nuove aperture del 13,6%, mentre alloggio e ristorazione segnano un -1,1%.

I giovani trainano le nuove partite IVA

Il dato probabilmente più significativo riguarda l’età di chi sceglie di iniziare un’attività.

Considerando le partite IVA aperte da persone fisiche, ben il 50,4% delle nuove aperture riguarda giovani fino a 35 anni.

Un ulteriore 29,2% appartiene alla fascia compresa tra 36 e 50 anni.

Non è soltanto una questione di incidenza sul totale.

Rispetto allo stesso trimestre del 2025, infatti, le aperture effettuate dalla fascia più giovane aumentano del 7,7%.

Un dato che conferma il peso crescente del lavoro autonomo e dell’iniziativa imprenditoriale tra le nuove generazioni.

Sempre tra le persone fisiche, il 61,1% delle nuove aperture riguarda uomini, mentre il 23,2% è riconducibile a persone nate all’estero, in aumento rispetto al 22,5% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Regime forfettario: quasi una nuova partita IVA su due

Continua ad avere un peso molto rilevante il regime forfettario.

Nel secondo trimestre 2026 hanno aderito al regime 60.493 nuovi soggetti.

Si tratta del 48,7% di tutte le nuove aperture di partita IVA del trimestre.

In pratica, quasi una nuova partita IVA su due parte scegliendo il regime forfettario.

Anche in questo caso il dato è in crescita: le adesioni aumentano del 2,5% rispetto al secondo trimestre del 2025.

Cosa ci dicono i dati sulle partite IVA nel 2026?

L’Osservatorio del MEF evidenzia un mercato del lavoro autonomo e dell’impresa ancora dinamico.

La crescita complessiva del 2,2% non racconta infatti da sola il fenomeno.

Dietro questo dato emergono alcune tendenze particolarmente interessanti: forte presenza dei giovani, crescita delle società di capitali, ruolo centrale delle attività professionali e utilizzo molto diffuso del regime forfettario.

Soprattutto, il dato secondo cui oltre la metà delle nuove partite IVA individuali viene aperta da persone con meno di 35 anni mostra come il lavoro autonomo continui a rappresentare una strada concreta per una parte importante delle nuove generazioni.

Allo stesso tempo, aprire una partita IVA rappresenta soltanto il primo passo. La scelta del regime fiscale, la gestione della fatturazione, delle scadenze, degli F24 e degli altri adempimenti diventano elementi fondamentali per gestire correttamente l’attività nel tempo.

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