Secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), nel terzo trimestre del 2025 in Italia sono state aperte 92.808 nuove Partite IVA, registrando una leggera flessione del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un dato che racconta un’Italia imprenditoriale in trasformazione: meno aperture rispetto all’anno scorso, ma un crescente protagonismo dei giovani e delle professioni autonome.
Chi apre la Partita IVA nel 2025
Il 70% delle nuove aperture è stato effettuato da persone fisiche, mentre le società di capitali rappresentano il 26,1% e le società di persone solo il 2,6%.
Rispetto al 2024, si registra un aumento delle aperture da parte sia delle persone fisiche (+1,6%) che delle società di capitali (+4,1%), mentre calano drasticamente quelle dei soggetti non residenti (-85,5%).
In sostanza, sempre più italiani scelgono di lanciarsi in un’attività individuale, sfruttando i vantaggi fiscali del regime forfettario e le opportunità offerte dal lavoro flessibile.
Nord stabile, ma il Sud sorprende
La distribuzione geografica delle nuove Partite IVA resta stabile:
- Nord: 45,6%
- Centro: 21,2%
- Sud e Isole: 32,6%
Tuttavia, è proprio il Sud Italia a sorprendere: i maggiori incrementi arrivano da Molise (+20,5%), Sicilia (+18,2%) e Calabria (+10,1%).
Le regioni con i cali più consistenti sono Lombardia (-17,3%), Trento (-10,7%) e Lazio (-10,3%).
Un segnale che l’autoimprenditorialità sta diventando una strada sempre più concreta anche al di fuori dei grandi centri urbani.
I settori più scelti: boom per salute e formazione
Le attività professionali restano in testa con il 16,2% delle nuove aperture, seguite da:
- Commercio: 14,2%
- Salute e assistenza sociale: 10,5%
- Costruzioni: 9,6%
Tra i settori che crescono di più rispetto al 2024 troviamo:
- Salute e assistenza sociale: +19,5%
- Istruzione e formazione: +19,2%
- Alloggio e ristorazione: +12,5%
Al contrario, il commercio registra un forte calo (-34,1%), in parte dovuto alla nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore il 1° aprile 2025, che ha modificato il modo in cui vengono censite alcune attività (ad esempio le officine e le riparazioni di veicoli ora rientrano nei “servizi alla persona”).
Giovani sempre più protagonisti
Oltre la metà delle nuove aperture (51,3%) è arrivata da under 35, con un incremento del 4% rispetto al 2024.
Anche gli over 65 mostrano un piccolo aumento (+1,2%), mentre le altre fasce d’età restano sostanzialmente stabili.Un altro dato interessante: quasi 1 su 4 nuovi titolari di Partita IVA (23,9%) è nato all’estero — un segnale che l’Italia continua ad attrarre lavoratori autonomi e freelance internazionali.
Il regime forfettario resta il preferito
Nel trimestre, 46.375 nuovi titolari hanno scelto il regime forfettario, cioè circa il 50% del totale delle nuove aperture.
Il dato è in crescita del 6% rispetto al 2024, confermando che il forfettario continua a essere la formula più scelta da chi vuole iniziare un’attività con meno burocrazia e una tassazione agevolata.
Fonte: Dati dell’Osservatorio sulle Partite IVA – Ministero dell’Economia e delle Finanze, aggiornamento terzo trimestre 2025.
In sintesi
Anche se il numero complessivo di nuove Partite IVA è leggermente calato, i dati del MEF raccontano un’Italia che non smette di credere nell’imprenditorialità.
I giovani, in particolare, stanno diventando il motore del cambiamento, scegliendo di investire su se stessi in settori in crescita come la salute, la formazione e i servizi professionali.
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