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Partita IVA Tecnico Veterinario: cosa bisogna sapere

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Cosa fa e come si diventa tecnico veterinario? Come lavorare da libero professionista in questo settore e quanto si può arrivare a guadagnare con la partita IVA?

Con questa breve guida vogliamo rispondere a questa e altre domande riguardanti la professione di tecnico veterinario. Speriamo di chiarire i tuoi dubbi e di stimolare la tua curiosità su questo bellissimo lavoro. 

Come si diventa tecnico veterinario? 

Per diventare tecnico veterinario bisogna seguire un percorso di studi specifico, che prevede una buona base di anatomia, fisiologia e patologia degli animali, farmacologia e tecniche infermieristiche.

È possibile scegliere fra laurea triennale della classe L-38 e diploma professionale. La laurea è la scelta consigliata perché più completa e perché apre anche a diverse opportunità di carriera oltre a quella del tecnico veterinario.

La laurea triennale

Il conseguimento della laurea, inoltre, prevede l’obbligo di effettuare un tirocinio della durata di 200 ore, utile sia dal punto di vista formativo che da quello professionale. 

In Italia esistono diversi corsi di laurea universitari per assistente o tecnico veterinario, che in genere appartengono al dipartimento di Scienze Agrarie Zootecniche o di Medicina Veterinaria. Alcune università hanno inoltre diversi curricula, che permettono di specializzarsi in ambiti diversi. Ad esempio, l’Università di Udine prevede due diversi indirizzi: “Assistente veterinario”, che pone rilievo sugli animali d’affezione, chirurgia e tecniche infermieristiche veterinarie; “Allevamento animale”, che prepara, fra le altre cose, professionisti in grado di gestire sistemi di allevamento sostenibili.

La laurea triennale permette di completare i propri studi con una laurea magistrale e con un dottorato.

Cosa fa un tecnico veterinario? 

Un tecnico veterinario da ambulatorio è una figura professionale che assiste il medico veterinario in diverse mansioni, sia cliniche che amministrative. Tra le sue competenze ci sono: 

  • l’accoglienza del cliente e del suo animale 
  • l’approntamento degli spazi e delle strumentazioni di trattamento clinico e chirurgico 
  • l’assistenza alle procedure cliniche e chirurgiche, compresa la preparazione delle strumentazioni necessarie 
  • il trattamento dei documenti clinici e amministrativo-contabili 
  • l’assistenza e il monitoraggio dei pazienti ricoverati 
  • la somministrazione dei farmaci 
  • l’applicazione dei cateteri endovenosi 
  • i prelievi ematici e altre analisi di laboratorio 
  • le tecniche di contenimento degli animali 

Un tecnico veterinario può lavorare in diverse strutture, come ambulatori, cliniche, ospedali o laboratori veterinari, sia pubblici che privati. 

Quanto si guadagna?  

Il guadagno di un tecnico veterinario dipende da diversi fattori, come il tipo di struttura in cui lavora, il livello di esperienza e le competenze specifiche. In generale, si può dire che il salario medio di un tecnico veterinario dipendente si aggira intorno ai 1200-1500 euro al mese. Per un tecnico veterinario con partita IVA, invece, il reddito varia in base al numero e al valore delle prestazioni effettuate. 

Come aprire la partita IVA da tecnico veterinario? 

Se si vuole lavorare come tecnico veterinario in forma autonoma, bisogna aprire la partita IVA online. Per farlo, bisogna registrarsi al portale dell’Agenzia delle Entrate e compilare il modello AA9/12 con i dati relativi a

– regime fiscale più adatto (forfettario, semplificato ordinario) 

– codice ATECO relativo all’attività di tecnico veterinario

Per una nuova partita IVA a quasi tutti i nostri clienti consigliamo il regime forfettario, che permette di risparmiare parecchio sulle imposte. Alle nuove partite IVA forfettarie proponiamo inoltre gratuitamente un anno di gestione della contabilità da parte di un commercialista Consulens. Contattaci per scoprire di più!

Il tecnico veterinario in regime forfettario, infatti, sarà esentato da IVA e dovrà pagare un’imposta sostitutiva al 5% del reddito imponibile.

Il reddito imponibile si stabilisce a sua volta in base al codice ATECO dell’attività.

Codice ATECO tecnico veterinario

Quale codice ATECO deve inserire un tecnico veterinario per aprire la partita IVA? Dato che non si tratta di un’attività regolamentata in Italia, la scelta non è semplice.

Si tratta di un’attività subordinata a quella del medico veterinario con partita IVA, e pertanto il codice deve essere diverso da quello di quest’ultimo (75.00.00). Anche perché quello utilizzato dai veterinari ha un coefficiente di redditività maggiore e, quindi, si pagano più tasse. Altra differenza è che il tecnico veterinario non deve iscriversi all’ENPAV, ma alla gestione separata INPS.

Invece, il codice ATECO raccomandato dai nostri commercialisti per un tecnico veterinario è “82.99.99 – Altri servizi di sostegno alle imprese nca”. Per ogni dubbio circa i dettagli del tuo caso, ti consigliamo comunque di entrare in contatto con noi.

Spero che questo articolo ti sia stato utile per conoscere meglio la professione di tecnico veterinario. Se hai altre domande o curiosità, lascia un commento qui sotto o compila il form.

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