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Partita IVA Sportiva: cosa cambia e come funziona

Partita IVA lavoratore sportivo: come aprire, vantaggi e obblighi per chi svolge attività sportiva in modo continuativo e professionale.
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Nel corso dell’estate 2023 sono entrate in gioco diverse novità per lavoratori e lavoratrici dello sport. La più importante è che da una certa soglia di guadagni è obbligatorio aprire la partita IVA sportiva.

La partita IVA lavoratore sportivo è una forma di lavoro autonomo che consente a un/a atleta professionista, agli istruttori sportivi e ad altre categorie dello sport di svolgere la propria attività in forma indipendente.

Continua a leggere questo articolo per scoprire tutto quanto bisogna sulla partita IVA lavoratore sportivo, ad esempio come funzionano tassazione e contributi.

Inquadramento del lavoratore sportivo

In seguito alla cosiddetta “Riforma dello sport”, il collaboratore sportivo viene inquadrato come volontario o lavoratore sportivo.

Il volontario dello sport – lo dice la parola stessa – non percepisce compensi ma soltanto rimborso spese.

Il lavoratore sportivo, di cui ci occupiamo in questo articolo, invece percepisce uno stipendio per l’attività svolta.

Il ruolo del lavoratore sportivo

Quale tipo di attività devono essere svolte affinché si tratti proprio di lavoro sportivo?

I ruoli previsti sono:

  • atleta professionista
  • allenatore
  • istruttore sportivo
  • direttore tecnico
  • direttore sportivo
  • preparatore atletico
  • collaboratore amministrativo/contabile
  • direttore di gara

Questo per quanto riguarda l’inquadramento del lavoro sportivo. Ma cosa comporta aprire la partita IVA? Il maggior cambiamento sono probabilmente le tasse e la possibilità di pagare i contributi.

Partita IVA lavoratore dello sport: la tassazione

Veniamo dunque alla parte più complicata: come funziona la tassazione per la partita IVA lavoratore sportivo?

In particolare, i lavoratori sportivi sono soggetti a un regime fiscale agevolato che prevede:

  • Esonero dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e dai contributi INPS fino a un reddito di 5.000 euro;
  • Esonero dall’IRPEF per la parte di reddito eccedente 5.000 euro e fino a 15.000 euro;
  • Assoggettamento a IRPEF e contributi previdenziali per la parte di reddito eccedente 15.000 euro.
Imposte < 5.000 € < 15.000 € > 15.000 €
IRPEF
INPS

Lavoro dello sport: quando è obbligatorio aprire la partita IVA?

Come per altri regimi agevolati, puoi comodamente aprire la partita IVA online. Rimane, tuttavia, ancora un dubbio: quando diventa obbligatorio, per un lavoratore o una lavoratrice sportiva, aprire la partita IVA?

Come si evince dal paragrafo precedente, bisognerà aprire la partita IVA proprio a partire da un fatturato superiore a 15.000 euro.

Ciò non significa, tuttavia, che bisognerà pagare le tasse su tutto il reddito, ma soltanto sulla parte eccedente tale cifra. 

Vediamo di chiarire con un esempio.

Lavoro sportivo forfettario: esempio di tassazione

Valeria è un’istruttrice di tennis che collabora con diversi circoli sportivi. Nel suo primo anno di partita IVA fattura 25.000 euro. Avendo aderito al regime forfettario, è esonerata dall’IRPEF e sul reddito imponibile dovrà pagare soltanto il 5% di imposta sostitutiva (dopo il quinto anno di attività il 15%).

Come determinare il reddito imponibile? Come abbiamo visto, fino a 15.000 euro il lavoratore o la lavoratrice sportiva non paga imposte. Di conseguenza Valeria (o il suo commercialista) dovrà prendere in considerazione la parte eccedente a tale cifra, che nell’esempio corrisponde a 10.000 euro (=25.000-15.000).

Dato che si tratta di un regime agevolato da cui non è possibile dedurre spese, il forfettario prevede una riduzione della base imponibile attraverso una quota forfait – il coefficiente di redditività – che per il lavoro dello sport è fissata al 78%.

Per calcolare il reddito imponibile (ovvero il reddito da tassare), bisogna quindi calcolare il 78% di 10.000, ottenendo così 7.800 euro. È a questo numero che va quindi applicata l’imposta sostitutiva del 5%. Su 25.000 euro di reddito, Valeria dovrà quindi pagare soltanto 390€.

A questi vanno comunque aggiunti i contributi previdenziali su 20.000 euro (la parte eccedente i 5.000), che per i co.co.co sono pari al 25% + 2,03% (a carico solo per un terzo della collaboratrice). Fino al 31/12/2027, è da aggiungere, la base imponibile è ridotta del 50%.

Partita IVA sportiva: i contributi previdenziali

Qual è l’inquadramento previdenziale della partita IVA sportiva? A questo proposito possiamo individuare due casi, a seconda di chi sia il committente cui il lavoratore sportivo presta la sua opera.

Nel caso in cui il committente sia un ente sportivo, la contribuzione previdenziale (ex ENPALS) è pari al 33% del compenso imponibile. Il 23,81% spetta all’ente, il restante 9,19% al professionista.

Se il committente è un soggetto privato, invece, bisogna iscriversi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota, in questo secondo caso, è del 25,72%. In caso di iscrizione anche ad altra gestione previdenziale obbligatoria si ottiene una riduzione al 24%.

Ad esempio, un istruttore sportivo che collabora anche con un ente sportivo, per i contributi relativi ai suoi compensi da professionista, dovrà versare il 24% (essendo iscritto sia all’ex ENPALS che alla Gestione Separata).

Conclusione e punti chiave

In questo articolo abbiamo parlato della partita IVA per il lavoro sportivo. In particolare abbiamo approfondito il funzionamento della tassazione anche per mezzo di un esempio pratico.

Se sei un lavoratore o una lavoratrice sportiva che ha superato i 15.000 € di reddito annuale, devi aprire la partita IVA. Soltanto su una parte del tuo reddito dovrai pagare le tasse, e in caso di adesione al regime forfettario potrai beneficiare di un’ulteriore agevolazione.

Se scoprire come aprire la partita IVA e affidare a Consulens la gestione fiscale (ad esempio per la dichiarazione dei redditi), entra in contatto con noi!

Sono un istruttore sportivo senza partita IVA: come faccio?

In questo caso si applica la regola che vale per tutti gli altri lavoratori sportivi. Se sei un istruttore o un’istruttrice sportiva senza partita IVA puoi continuare a fatturare se non raggiungi la soglia annua di 15.000 euro. Se superi questa cifra devi aprire la partita IVA.

Sportivo professionista e partita IVA: come funziona?

La questione degli atleti sportivi professionisti in Italia è piuttosto complicata, anche perché sono poche le discipline sportive riconosciute dal CONI (calcio, pugilato, ciclismo, motociclismo, golf e pallacanestro). Che il tuo sport sia fra questi o meno, comunque, devi aprire una partita IVA oltre un guadagno di 15.000 euro.

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