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Partita IVA Agricola: costi e quale regime scegliere

Aprire la partita IVA è un passaggio importante per la tua attività agricola. Ecco tutto quello che devi sapere per iniziare al meglio.
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Come funziona la partita IVA agricola? Come fare per aprirla? In questo articolo ti parliamo di tutto quello che devi sapere per avviare in serenità la tua attività.

L’apertura della partita IVA rappresenta un passaggio obbligatorio per l’avvio di un’azienda agricola. Sia per chi possiede un terreno proprio da coltivare sia per chi decide di avviare una carriera da imprenditore agricolo, infatti, vige l’obbligo di aprire la partita IVA.

Attraverso questa posizione fiscale è possibile emettere fatture e dichiarare acquisti legati alla propria attività lavorativa.

Cos’è la partita IVA agricola

Qualsiasi attività o impresa in Italia necessita di un codice identificativo ai fini dell’imposizione fiscale indiretta. Questo codice è assegnato dall’Agenzia delle Entrate ed è il numero di partita IVA. Il numero identificativo dell’IVA ha valore su tutto il territorio nazionale e rimane invariato per tutta la durata dell’attività.

Il codice identificativo IVA è richiesto anche alle aziende agricole, inclusi i coltivatori di terreni e gli allevatori, ma anche ai silvicoltori e agli agriturismi. Chi intende occuparsi direttamente di produrre o vendere prodotti di agricoltura e chi decide di investire in ambito agricolo deve quindi necessariamente fare richiesta all’Agenzia delle Entrate per l’apertura di una partita IVA.

Tipi di imprenditori agricoli e agevolazioni fiscali

Tra le attività che fanno uso di partita IVA agricola ci sono tre principali categorie: 

  • i coltivatori diretti
  • gli imprenditori agricoli professionali
  • gli imprenditori agricoli non professionali

A queste tre categorie sono destinate diverse agevolazioni fiscali e creditizie

Quando l’attività agricola è basata per la maggior parte sul lavoro diretto dell’imprenditore e della sua famiglia, si parla di coltivatori diretti. Questi possono occuparsi sia di coltivazione del fondo sia di allevamento di bestiame e devono esercitare l’attività per un periodo non inferiore a 104 giornate annue

Tale attività dev’essere abituale e prevalente per impegno lavorativo e reddito ricavato. Il coltivatore diretto deve inoltre far fronte autonomamente ad almeno un terzo del fabbisogno lavorativo annuo dell’azienda. 

Gli imprenditori agricoli professionali, detti anche IAP, devono invece avere conoscenze e competenze professionali e dedicare alle attività agricole almeno il 50% del proprio tempo di lavoro e il 50% del proprio reddito globale da lavoro. 

Queste due tipi di imprenditori agricoli ricevono agevolazioni fiscali e creditizie e ad entrambi spetta il diritto di prelazione agraria nel caso di vendita del terreno agricolo in affitto da almeno due anni. 

Gli imprenditori agricoli che non posseggono la qualifica IAP e non rientrano nella categoria dei coltivatori diretti non ricevono le agevolazioni delle altre due categorie e sono più simili ad imprenditori di altri settori.

I requisiti della partita IVA agricola

I requisiti per l’apertura di una partita IVA agricola cambiano a seconda del tipo di attività che si andrà a svolgere e del regime fiscale desiderato. Nel caso si intenda aprire una partita IVA societaria, ossia per una società di persone, una società di capitali o una cooperativa, sarà necessario che almeno uno dei soci sia un imprenditore agricolo professionale o IAP. 

Perché l’impresa si possa definire agricola è inoltre necessario che l’attività agricola produca almeno il 50% del reddito complessivo. Un altro requisito per le imprese agricole societarie (ma non per i coltivatori diretti o i singoli IAP) è che l’azienda contenga la dicitura “società agricola” all’interno del nome. Il nome delle imprese individuali deve invece contenere “azienda agricola”.

Come aprire la partita IVA agricola

Il procedimento per l’apertura della partita IVA è stato semplificato notevolmente nel corso degli ultimi anni. Adesso è possibile farne direttamente richiesta all’Agenzia delle Entrate, inviando gli opportuni moduli e documenti in via digitale. 

Attraverso la procedura della Comunicazione Unica d’Impresa vengono espletati tutti gli adempimenti per aprire un’impresa nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’INAIL, dell’INPS e delle Camere di Commercio attraverso un unico canale telematico. Questa comunicazione avviene tramite un software chiamato Comunica Impresa oppure attraverso Comunica Starweb, che permette di espletare la procedura senza bisogno di scaricare  alcun software.

Quanto costa aprire la partita IVA agricola online

Per chi necessitasse di aiuto nell’avvio della partita IVA agricola, può rivolgersi ad una delle tante sedi della Coldiretti, o visitare il suo sito web, che contiene i moduli da compilare. Esistono poi diversi servizi online a pagamento che si occupano dell’apertura e mantenimento della partita IVA, mansione di cui si può occupare anche il consulente contabile. I prezzi degli studi professionali per una pratica del genere sono piuttosto variabili, più o meno dai 100 ai 350 euro dipendentemente dalle condizioni specifiche. 

L’apertura di partita IVA agricola è gratuita, i costi da sostenere riguardano principalmente il mantenimento della stessa e le spese INPS e IRPEF.

Differenti regimi fiscali in ambito agricolo

Una scelta importante per chi vuole avviare un’attività agricola è quella del regime fiscale che si intende seguire. Nel caso della partita IVA agricola ne sono previsti tre: regime di esonero, regime speciale e regime ordinario.

Regime di esonero

Il regime di esonero è destinato esclusivamente a chi nel corso dell’anno precedente ha fatturato non più di 7.000 euro. Inoltre, il reddito dell’anno precedente dev’essere almeno per due terzi proveniente da attività agricole. 

Altra limitazione da tenere a mente è che chi utilizza questo regime può vendere i propri prodotti solo sul territorio e non può approfittare del mercato online. D’altra parte questo regime presenta diversi vantaggi, come l’assenza di obbligo di registrazione delle fatture e l’esonero dalla presentazione di dichiarazione IVA e IRAP. 

Partita IVA agricola con meno di 7.000 euro

L’imprenditore in regime di esonero (il cui limite è appunto di 7.000 euro) deve occuparsi di conservare la copia delle autofatture emesse dagli acquirenti, sulle quali può trattenere l’IVA. Altro vantaggio di questo regime è la mancanza di obbligo di emettere scontrino o ricevuta fiscale.

Le piccole partite IVA agricole con volume d’affari inferiore a 7.000 euro sono insomma esonerate da obblighi dichiarativi e contabili.

Per quanto riguarda l’ambito fiscale, insomma, bisogna soltanto conservare le fatture di acquisto e di vendita.

Regime speciale

Il regime speciale prevede la detrazione dell’IVA sulle percentuali di compensazione frutto della cessione di prodotti agricoli. Le diverse aliquote destinate ai vari prodotti sono indicate all’interno delle apposite tabelle allegate al DPR 633/72. 

Questo metodo di detrazione forfettaria non può essere applicato ai prodotti agricoli provenienti da un’impresa o attività che applica il regime ordinario IVA. Gli imprenditori sotto regime speciale sono soggetti agli obblighi di fatturazione e sono tenuti a mantenere un registro dei corrispettivi dove sono indicate le compravendite effettuate nel corso dell’anno fiscale. 

Regime ordinario

Il regime ordinario non pone limitazioni né per quanto riguarda il guadagno massimo annuale, né per quanto riguarda le esportazioni. Nel caso si utilizzi questo regime sarà necessario tenere un registro contabile dettagliato. 

L’IVA da versare, in questo caso, viene calcolata sulla differenza tra l’IVA derivante dalla cessione di beni o servizi e sugli acquisti.

Come fare ad aprire una partita IVA agricola: in conclusione

Nonostante il processo di apertura della partita IVA sia stato semplificato notevolmente nel corso degli anni, i fattori da tenere in considerazione rimangono comunque molti e alcuni  passaggi possono risultare decisamente ostici. 

Nei casi più complessi, soprattutto per attività di una certa dimensione, è consigliabile rivolgersi ad associazioni come la Coldiretti oppure a consulenti esperti, in grado di posizionare l’attività nella situazione fiscale migliore.

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