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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: come funziona

Come ottenere il Credito d’imposta ricerca e sviluppo? Ecco come funziona l’agevolazione e in che modo puoi risparmiare innovando.
credito di imposta ricerca e sviluppo

Contenuti

Il Credito d’imposta ricerca e sviluppo (CIRS) è una misura di sostegno alle imprese che investono in attività innovative, come la ricerca fondamentale, la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale, l’innovazione tecnologica, il design e l’ideazione estetica.

In questo articolo, analizzeremo le caratteristiche, i requisiti, le modalità e i benefici di questo incentivo fiscale, che è stato prorogato fino al 2025 e punta a incentivare l’innovazione delle imprese italiane. Vedremo anche quali sono le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2022 e come fare per richiedere e utilizzare il CIRS.

Consulens, società specializzata nella riduzione del carico fiscale per le imprese, oltre al Bonus Sud e al Credito d’imposta 4.0 offre anche il servizio di accesso al Credito d’imposta ricerca e sviluppo.

Cos’è il Credito d’imposta ricerca e sviluppo?

Il nome completo della misura è Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. È una misura gestita dal MISE che riconosce alle imprese un credito d’imposta pari a una percentuale delle spese sostenute per attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico. Se vuoi scoprire nel dettaglio cos’è e come funziona l’agevolazione del credito d’imposta, ti consigliamo di leggere la nostra guida al link in questa frase.

Le attività ammissibili comprendono tre filoni di investimento:

  • le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico;
  • le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • le attività di design e ideazione estetica finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali.

La misura del credito

La misura del CIRS varia principalmente in base al tipo di attività svolta. Vediamo come si differenzia a seconda dei vari filoni di investimento.

Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Per quanto riguarda le attività in campo scientifico e tecnologico, il credito d’imposta è riconosciuto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031 in misura pari al 10% nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

Attività di innovazione tecnologica

Per attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% della relativa base di calcolo nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023. Per il periodo successivo e fino al 31 dicembre 2025 il credito d’imposta è pari al 5% (stesso limite massimo annuale).

Attività di innovazione tecnologica 4.0 e green

Se le attività di innovazione tecnologica sono finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è riconosciuto fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022 in misura pari al 15% della relativa base di calcolo nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro. Per il 2023 è previsto un credito pari al 10% ma nel limite annuale di 4 milioni di euro, mentre dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2025 il credito d’imposta è pari al 5% nel limite annuale di 4 milioni di euro.

Attività di design e ideazione estetica

Infine, per attività di design e innovazione estetica, che siano cioè finalizzate a innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti, etc.) per il 2023 è previsto un credito d’imposta pari al 10% nel limite annuale di 2 milioni di euro. Nel periodo 2024-2025 il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5% nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Spese ammissibili

L’elenco delle spese ammissibili è ampio e varia in relazione al filone di investimento. Ecco le principali:

  • spese di personale con qualifica di ricercatore o tecnico;
  • gli ammortamenti dei beni strumentali mobili o software;
  • canoni di locazione;
  • spese per contratti di ricerca extra muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili;
  • quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica;
  • spese per servizi di consulenza;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi.

Come funziona il Credito d’imposta ricerca e sviluppo

Ora che abbiamo visto in generale in cosa consiste il CIRS, approfondiamo nel dettaglio a chi spetta il credito d’imposta e come si accede all’agevolazione.

A chi spetta

Come abbiamo detto, il Credito d’imposta ricerca e sviluppo è una misura di sostegno fiscale per le imprese che investono in attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, nonché in attività di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. L’agevolazione spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime contabile.

Sono escluse dal CIRS le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale e altra procedura concorsuale. Non possono accedere inoltre le imprese destinatarie di sanzioni interdittive. La fruizione del beneficio è inoltre vincolata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori.

Fruizione del credito

Il Credito d’imposta ricerca e sviluppo è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.  Per fruirne, bisogna presentare il modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La base di calcolo si intende al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti.

È possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d’imposta, a patto che si rispettino i massimali indicati.

Il credito deve essere indicato sia nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese, sia in quelle relative ai periodi d’imposta successivi (fino a quando non se ne conclude l’utilizzo).

I documenti

Per fruire del Credito d’imposta ricerca e sviluppo, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve essere certificata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti dell’impresa. Alle imprese non obbligate per legge alla revisione è riconosciuto un credito d’imposta non superiore a 5.000 euro.

Tutte le imprese devono inoltre redigere una relazione tecnica asseverata che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività svolte in ciascun periodo d’imposta.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: le FAQ

– Cos’è il Credito d’imposta ricerca e sviluppo?

È un’agevolazione fiscale che riconosce alle imprese un credito d’imposta in percentuale delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. L’obiettivo è di stimolare gli investimenti in questi ambiti strategici per la competitività e la crescita del comparto produttivo italiano sul panorama internazionale.

– A chi spetta il Credito d’imposta ricerca e sviluppo?

Spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito. Sono escluse le imprese in stato di crisi o insolvenza, quelle destinatarie di sanzioni interdittive o quelle che non rispettano le norme sulla sicurezza e i contributi previdenziali.

– Quali sono le attività ammissibili al Credito d’imposta ricerca e sviluppo?

Sono ammissibili le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, le attività di innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, e le attività di design e ideazione estetica.

– Quali sono le spese ammissibili al Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo?

Sono ammissibili le spese per il personale dipendente o assimilato qualificato, per l’acquisto di beni strumentali nuovi, per i contratti di ricerca con università, enti pubblici o privati, per i servizi di consulenza tecnica o scientifica, per la registrazione dei brevetti o dei marchi.

– Qual è la misura del Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo?

La misura del credito varia a seconda dell’attività svolta e del periodo di imposta. In generale il credito d’imposta è compreso fra una percentuale che va dal 5% al 15% per un limite massimo annuale dai 2 milioni ai milioni di euro.

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