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Credito d’imposta: cos’è e come funziona

Come funziona il credito d’imposta in Italia? Ecco come calcolare quanto puoi risparmiare ottenendo un’agevolazione di questo tipo.
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Negli ultimi anni, il credito d’imposta sta assumendo sempre più importanza nel miglioramento della competitività della piccola e media imprenditoria italiana.

Leggi questa breve guida per scoprire come funziona il credito d’imposta e in che modo accedere alle agevolazioni.

Cos’è il credito d’imposta?

Il credito d’imposta è una misura fiscale diventata molto popolare negli ultimi anni, prova ne è anche il successo di Transizione 4.0.

Ma in cosa consiste esattamente, e in che modo può aiutare la tua azienda?

Per comprendere al meglio il concetto, per prima cosa bisogna aver chiara la differenza fra credito d’imposta e finanziamento a fondo perduto. Entrambe sono infatti forme di finanza agevolata, ma funzionano in maniera totalmente diversa.

Differenza fra credito d’imposta e finanziamento a fondo perduto

Il finanziamento a fondo perduto è infatti la percentuale di investimento che viene restituito all’impresa dopo che questa lo ha speso e rendicontato.

La richiesta di finanziamento solitamente deve essere fatta prima di effettuare le spese agevolabili. I bandi solitamente coprono dal 30% fino all’80% della spesa, e quindi sono molto ambiti. Ottenerli, però, non è semplice: vengono richiesti dei business plan molto approfonditi e sono destinati spesso a categorie specifiche come start-up innovative, imprese giovanili e/o femminili, etc. La competizione quindi è parecchio alta.

Con credito d’imposta si intende invece qualsiasi credito che il contribuente vanta dello Stato o di un ente pubblico. Ottenerlo è relativamente facile, a patto che tutto sia in regola con i requisiti. Di norma, si può fruire del credito maturato nel periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento.

Come si può usare il credito d’imposta?

Diversi bandi fanno ottenere un credito d’imposta alle aziende che effettuano investimenti. Ma cosa farne una volta ottenuto?

Il credito d’imposta può essere usato in diversi modi:

  • pagare tributi
  • chiedere il rimborso in dichiarazione dei redditi
  • compensare eventuali debiti con l’erario (compresi quelli previdenziali)

Come chiarisce l’Agenzia delle Entrate, il contribuente ha infatti facoltà di compensare crediti e debiti nei confronti dei vari enti impositori (Stato, INPS, enti locali, INAIL, ENPALS) risultanti dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive.

I titolari di partita IVA, se la compensazione supera l’importo di 10.000 euro, devono comunicare per via telematica all’Agenzia delle Entrate importo e tipologia di credito.

In determinati casi, inoltre, il credito d’imposta può essere ceduto a terzi (ad esempio a Cassa Depositi e Prestiti).

Come si calcola il credito d’imposta?

Calcolare il credito d’imposta non è difficile. Prendiamo a titolo di esempio il Bonus Sud, grazie al quale una media impresa della Campania può ottenere il 35% di credito su un investimento di 600.000 euro. Per capire quante tasse non pagherà l’impresa bisogna quindi fare il 35% di 600.000, ovvero 210.000 euro che possono essere impiegati per estinguere debiti con lo Stato, pagare contributi INPS, etc. Fantastico, no?

E non è finita qui: cumulando i diversi crediti d’imposta attualmente disponibili in Italia (almeno per il 2022) si possono ottenere vantaggi ancora maggiori. A determinate condizioni, infatti, cumulando Bonus Sud e il Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali si può ottenere un credito d’imposta fino al 95% delle spese ammesse.

Queste misure sono a loro volta cumulabili con agevolazioni di diverso tipo, come la Nuova Sabatini.

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