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Bonus ZES Mezzogiorno: tutto quello che c’è da sapere

Il Bonus Sud è una misura di finanza agevolata che ti fa ottenere credito d’imposta sui tuoi investimenti. Ecco come cambia dal 2023 al 2024.
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sul credito di imposta mezzogiorno

Il Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno, conosciuto anche come Bonus Sud, è una misura volta a favorire innovazione e competitività delle imprese del Sud o dei territori delle Regioni Lazio, Umbria e Marche colpiti da eventi sismici dopo la seconda metà del 2016.

L’agevolazione, dopo il successo del 2023, è stata rinnovata, con alcune modifiche, anche nel 2024

Se hai un’impresa del Sud o in uno dei comuni delle ZES (Zone Economiche Speciali) o delle ZLS (Zone Logistiche Semplificate) è un’agevolazione assolutamente da non perdere, molto efficace per risparmiare sulle tasse.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta a favore di imprese e startup del Meridione valido per gli investimenti in beni strumentali.

Per quanto riguarda gli investimenti effettuati nel 2024 non abbiamo ancora dettagli sulle percentuali del credito d’imposta (manca ancora il decreto attuativo).

Vediamo nel particolare cos’è il Bonus Sud, chi può usufruirne e quali sono le agevolazioni previste per le varie tipologie d’impresa.

Se hai a disposizione qualche minuto, ti consigliamo anche di guardare il video in cui il CEO di Consulens, il Dottor Commercialista Claudio Ferrari, illustra brevemente il Credito d’Imposta Mezzogiorno. Si tratta di un estratto del nostro webinar sul Bonus Sud.

Per un approfondimento sul credito d’imposta, puoi leggere l’articolo dedicato seguendo il link in questa frase.

La ZES Unica Mezzogiorno

A partire al 1° gennaio 2024 è istituita la nuova Zona economica speciale per il Mezzogiorno – ZES unica. Il relativo Piano strategico ha una durata di tre anni.

È stato con il decreto 124/2023 ad accorpare tutti i territori coinvolti in una ZES unica, ovvero la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, che comprende le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La ZES unica sostituisce le attuali Zone economiche speciali frammentate in 8 diverse strutture amministrative.

La Legge di Bilancio 2024 ha stanziato una copertura da 1,8 miliardi di euro.

Questo intervento rientra nel quadro della normativa europea, che consente di istituire delle ZES nelle aree delle regioni meno sviluppate e in transizione che includano almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

I vantaggi di rientrare nella ZES

Obiettivi della ZES, afferma il sito del governo, sono:

  • attrazione degli investimenti
  • sviluppo di infrastrutture
  • favorire la creazione di posti di lavoro
  • promozione della crescita delle esportazioni e delle attività industriali

Le imprese ubicate nelle ZES, in generale, beneficiano di speciali condizioni per consentire lo sviluppo di imprese già operanti nel territorio o l’insediamento di nuove. Nello specifico possono fruire di procedure semplificate, regimi procedimentali speciali e misure di agevolazioni fiscali.

Credito d’imposta ZES unica Mezzogiorno 2024

Sebbene il Credito d’imposta valga per investimenti effettuati nel periodo 1° gennaio-15 novembre 2024, ancora non sono state rese note modalità di accesso ed entità dell’agevolazione.

Bisogna attendere l’approvazione del decreto attuativo, la cui scadenza allo scorso 30 dicembre è stata eliminata dalla manovra finanziaria.

Non mancare di tornare su queste pagine per controllare gli aggiornamenti su questa misura. Nel frattempo puoi entrare in contatto con Consulens per scoprire di quali agevolazioni e bonus puoi fruire già da adesso.

Cos’è il Bonus Sud 2023?

Il “Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno” è conosciuta anche come Credito d’Imposta Mezzogiorno o semplicemente come Bonus Sud 2023.

Si tratta di un’agevolazione fiscale, utilizzabile esclusivamente come credito per la compensazione delle spese tributarie sostenute tramite F24, come IVA, IMU, contributi previdenziali mediante Entratel o Fisconline.

Ciò significa che se la tua azienda ha effettuato o effettuerà degli investimenti entro il 2022, puoi ottenere un credito d’imposta per tutte le spese del modello F24.

Con il rinnovo della misura, sarà possibile richiederlo anche per investimenti effettuati nel 2023.

L’obiettivo del contributo è quello di supportare e incentivare le imprese che investono nel Mezzogiorno. La misura rientra nell’ambito più ampio delle politiche di coesione del governo.

Il Bonus Sud 2023 permette di usufruire di un credito d’imposta per l’acquisto (anche attraverso locazione finanziaria) di impianti, attrezzature e macchinari destinati a strutture produttive esistenti o nuove. Nel secondo caso devono comunque rientrare in un progetto d’investimento iniziale.

A chi si rivolge il Bonus Sud? Requisiti

A rientrare nel Bonus Investimenti Sud sono tutte le imprese ubicate in nel Mezzogiorno d’Italia, ovvero: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

A queste si aggiungono anche le imprese con sede nei comuni di Lazio, Marche e Umbria colpiti da eventi sismici successivi al 24 agosto 2016 e i territori facenti parte delle Zone Economiche Speciali (ZES).

Le zone eleggibili sono identificate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Oltre al criterio geografico, per usufruire del Credito d’Imposta Mezzogiorno bisogna anche avere effettuato investimenti in beni strumentali nuovi destinati ad aree produttive nei suddetti territori.

Le imprese devono inoltre:

  • essere regolarmente iscritte nel Registro delle imprese
  • nel pieno e libero esercizio dei propri diritti
  • non rientrare fra i soggetti che hanno ricevuto e successivamente non rimborsato aiuti individuati come illegali o non compatibili dalla Commissione Europea
  • essere in possesso di un documento di regolarità contributiva

Possono beneficiare del Bonus Sud, insomma, le imprese di qualsiasi dimensione e natura giuridica. Vi sono però alcuni settori esclusi.

Bonus Sud: chi non può partecipare

Anche facendo parte dei territori citati qui sopra, non possono richiedere l’agevolazione del Credito Investimenti Mezzogiorno le imprese dei settori:

  • industria siderurgica e carbonifera
  • costruzione navale
  • fibre sintetiche
  • trasporti e infrastrutture relative
  • produzione e distribuzione di energia
  • infrastrutture energetiche
  • creditizio, finanziario e assicurativo

Per quanto riguarda i crediti d’imposta sisma e ZES sono escluse le aziende che esercitano nei settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura.

Infine, sono escluse dal beneficio le imprese in difficoltà.

Qual è il beneficio riconosciuto?

Come dicevamo, il credito d’imposta compete nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 per le Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia per le seguenti percentuali:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Per quanto riguarda il Molise, invece, il credito d’imposta per beni acquistati fino al 31 dicembre 2021 è pari al 30% per le piccole imprese, 20% per le media imprese, 10% per le grandi imprese. Per i beni acquisiti nel corso del 2022, invece, le percentuali sono le stesse delle altre Regioni del Sud. In Abruzzo le percentuali per piccole, medie a grandi imprese sono rispettivamente del 30%, 20% e 10%.

Ma come si distinguono esattamente le imprese per dimensione? A questo proposito ricordiamo che

  • le piccole imprese hanno meno di 50 dipendenti e un fatturato o totale di bilancio annui non superiori ai 10 milioni di euro
  • le medie imprese presentano meno di 250 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, ovvero totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro
  • le grandi imprese hanno più di 250 dipendenti e fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro o totale di bilancio superiore a 43 milioni di euro

Per le ZES, a proposito degli investimenti realizzati dal 1° giungo 2021 al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati. Il limite per ciascun progetto d’investimento è di 100 milioni di euro.

Come funziona il Credito d’Imposta Mezzogiorno

Se gli investimenti in beni strumentali sono stati o saranno effettuati tra il 1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2022 puoi ottenere un consistente credito d’imposta e, così, risparmiare sul pagamento dei prossimi F24. In particolare, il credito d’imposta si può utilizzare in compensazione dei pagamenti di:

  • IVA
  • IMU
  • TARI
  • IRAP
  • IRES
  • IRPEF
  • contributi previdenziali

Il contributo è cumulabile sia con la Nuova Sabatini che con il Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali (come chiarito qui dall’Agenzia delle Entrate).

Beni agevolabili

Nell’ambito del Bonus Sud 2022, rientrano tutti gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature con i seguenti requisiti:

  • i beni devono essere destinati a strutture produttive situate nei territori individuati dalla norma, ovvero le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e i territori del sisma e ZES
  • i macchinari devono essere relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati, a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente
  • beni devono essere strumentali all’attività d’impresa e parte del ciclo produttivo aziendale
  • I beni devono essere nuovi, di uso durevole e atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa

Come richiedere il Credito d’Imposta Mezzogiorno?

Non resta, a questo punto, che vedere nello specifico qual è la procedura che le imprese interessate devono seguire per ottenere il Bonus Sud 2023.

Per fruire del credito d’imposta, bisogna effettuare una specifica comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Nella comunicazione del Credito d’Imposta Mezzogiorno devono essere indicati i dati relativi a

  • impresa beneficiaria
  • rappresentante che firma la richiesta
  • investimenti agevolabili con relativi importi da riversare
  • struttura produttiva
  • altre agevolazioni concesse o richieste

Credito d’Imposta Mezzogiorno: il modello valido dal 7 giugno 2022

Attraverso un provvedimento del 6 giugno 2022, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso il nuovo modello per il Credito d’Imposta Mezzogiorno o Bonus Sud utilizzabile per il resto dell’anno.

La più importante novità del modello valido dal 7 giugno è la definizione di termini e modalità di presentazione della domanda per beneficiare del credito d’imposta ZLS, le Zone Logistiche Semplificate. L’aggiornamento è in linea con la legge 27 dicembre 2019, n. 160 che ha esteso i benefici di carattere fiscale previsti per le ZES anche alle ZLS del Centro-Nord.

Chi può inoltrare la domanda per il Credito d’Imposta Mezzogiorno

A richiedere il credito d’imposta possono essere:

  • direttamente il contribuente
  • se il richiedente fa parte di un gruppo societario, una società del gruppo
  • intermediari

Nella comunicazione, l’Agenzia delle Entrate specifica che l’omissione o l’indicazione non veritiera di dati può far incorrere in sanzioni amministrative o, in alcuni casi, penali. In altri casi una documentazione insufficiente può semplicemente far perdere l’agevolazione.

Per questo molte imprese si avvalgono di consulenti e commercialisti specializzati, assicurandosi in questo modo che tutta la documentazione sia corretta.

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Credito d’Imposta Mezzogiorno: domande e risposte

Vediamo alcune FAQ sul Credito d’Imposta Mezzogiorno, anche per riassumere quanto detto fin qui.

Nel Credito d’Imposta Mezzogiorno o Bonus Sud rientrano tutti gli investimenti in macchine, attrezzature e impianti effettuati entro il 31 dicembre 2023.

I beni devono essere quindi nuovi, strumentali all’attività d’impresa e parte del ciclo produttivo aziendale. Devono essere inoltre impiegati in un territorio del Sud Italia, in una ZES o in una zona colpita dal sisma.

Possono usufruire del credito d’imposta o Bonus Sud le imprese piccole, medie o grandi (ogni tipologia beneficia di una percentuale minore di credito). Le imprese devono effettuare o aver effettuato investimenti nelle zone identificate dalla normativa.

Si può inviare la domanda per il Credito d’Imposta Mezzogiorno in qualsiasi momento fino al 31 dicembre 2023 Ciò implica che entro la medesima data deve essere già completata la consegna del bene strumentale acquistato.

L’istanza va presentata esclusivamente attraverso il software CIM17. Questo permette di inoltrare la domanda per:

  • credito d’imposta per gli investimenti del Mezzogiorno
  • credito d’imposta per gli investimenti nei comuni del centro Italia colpiti dal sisma a far data dal 24 agosto 2016
  • credito d’imposta per gli investimenti nelle ZES.

Per metà del 2023 non è stato possibile inviare la domanda per il Credito d’imposta Mezzogiorno perché l’Agenzia delle Entrate aggiorna il software solitamente a 6 mesi dall’inizio dell’anno. Quest’anno, il software è stato aggiornato l’8 giugno 2023, data a partire dalla quale è possibile inviare domanda per gli investimenti effettuati quest’anno.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti sul Bonus Sud o Credito d’Imposta Mezzogiorno, e per ricevere gratuitamente una stima di quanto puoi risparmiare sul prossimo F24, ti invitiamo a contattarci attraverso il modulo di contatto che trovi poco sopra.

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10 risposte

  1. Buon pomeriggio, chiediamo Vs. consulenza sui seguenti temi relativi al Bonus Investimenti Sud 2023:
    – agevolabilità della sola realizzazione di impianto fotovoltaico da kW 60 sul tetto capannone;
    – eventuale abbinabilità di batterie per stoccaggio energia;
    – utilizzabilità del credito d’imposta nella misura del 45% per piccola impresa presente in Sardegna;
    – durata minima in anni per la compensazione del credito d’imposta relativo all’investimento.
    In attesa di Vs. cortese cenno di riscontro, cordiali saluti
    Immarsarda
    M. Schintu

  2. BUONGIORNO COME MAI IL SOFTWARE CIM17 PER GLI INVESTIMENTI AGGIORNATO ALL ANNO 2023 NON PREVEDE AL PROPRIO INTERNO L ANNO 2023. COME PROCEDO? GRAZIE

  3. Un agente e rappresentate, che svolge anche attività di impresa agricola di coltivazioni di cereali e allevamento di animali, regolarmente iscritta al registro delle imprese, può accedere al CIM2023 per l’acquisto di attrezzature agricole?

  4. Buongiorno,
    Ricevuto e utilizzato il credito imposta per investimenti nel mezzogiorno nel 2019
    Il bene oggetto del credito d’imposta sino a quando si deve utilizzare e tenere nei cespiti?
    Meglio quando può essere , eventuialmente venduto o sostituito o rottamato.
    Quanti anni è obbligatorio conservare i beni oggetto del credito d’imposta ricevuto?

  5. I beni (attrezzature, impianti, macchinari) acquistati utilizzando il Bonus Sud devono restare in una struttura produttiva che ha diritto all’agevolazione. La circolare n. 34/E del 2016 chiarisce che:

    “Per ’struttura produttiva’ deve intendersi ogni singola unità locale o stabilimento, ubicati nei territori richiamati dal comma 98, in cui il beneficiario esercita l’attività d’impresa.”

    Tale condizione è prevista dal comma 105, dell’articolo 1, della Legge n. 208 del 2015, che prevede quanto segue:

    “se, entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione, il credito d’imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti.”

    L’Agenzia delle Entrate spiega le motivazioni della regola, che è mirata:

    “ad evitare che i beni agevolabili siano – successivamente alla loro entrata in funzione (e nei limiti del periodo di sorveglianza) – distolti dalle strutture produttive che hanno dato diritto all’agevolazione per essere destinati ad operare in territori diversi dalle zone assistite.”

    Posta tale premessa l’Amministrazione finanziaria spiega che l’agevolazione spetta anche se i beni agevolabili vengono spostati da un luogo ad un altro, in un diverso punto vendita. La condizione da soddisfare, tuttavia, è che il nuovo luogo rientri tra le aree per cui è prevista l’agevolazione

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